È una sera di novembre quando il regista Davide Ferrario si reca alla Lavanderia a Vapore di Collegno, edificio ottocentesco poco lontano da Rivoli adibito un tempo al lavaggio dei panni del Regio Manicomio e ora centro d’eccellenza della danza. Sta per assistere a SEXXX, lo spettacolo di Matteo Levaggi messo in scena dal Balletto Teatro di Torino, e ne rimarrà talmente colpito da decidere di farne un film, con l’omonimo titolo, solo oggi e domani al cinema (elenco sale su nexodigital.it).
Come sempre accade per le opere di Ferrario, però, SEXXX – presentato al 33° Torino Film Festival e a breve anche al Festival di Mosca – non è solo la documentazione di quanto il regista osserva quella sera. La messa in scena della coreografia per il cinema – realizzata con montaggio e punti di vista insoliti per la videodanza tradizionale e con una colonna sonora che contempla David Bowie, Ultravox, Giorgio Canali, The Longcut, Ooioo e Massimo Zamboni mentre la musica originale per il balletto è di Bruno Raco– si arricchisce infatti di ricognizioni visive sul corpo nudo raccontato attraverso varie forme espressive, dalla pittura classica ai set dei film porno, con anche l’aggiunta di una sorta di fiction in forma di cortometraggio.
Un’opera che intende approfondire il tema del corpo, della sua potenza fisica, ma anche della sua grazia e del ruolo spesso esasperato che ricopre nel mondo contemporaneo. Più precisamente, è una istantanea sul contemporaneo, sul corpo abusato del ballerino, che ricerca sempre più potenza fisica, tecnica, costruendosi un ideale di perfezione che forse finisce per non trasmettere più emozioni. Tre x per esprimere il troppo, la superficie, lʼipertrofia dellʼoggi e lo sguardo incensurato dello spettatore.
SEXXX è un viaggio che solca sul finale una nuova strada, mettendo in collisione, due visioni della danza completamente opposte. Velocità, potenza, tecnica diventano parte integrante del proprio respiro, prendono sembianze naturali e seguono il ritmo interiore di ciascun danzatore. La sessualità è racchiusa nel titolo: è un pensiero della danza sepolto nel più profondo anfratto della mente, quel pensiero audace che emerge dai corpi seminudi ed esposti.
Davide Ferrario spiega che il suo film “è una ricognizione visuale sulla messa in scena del corpo nudo: dai nudi classici di Tintoretto e Palma il Vecchio fino a quelli dei set porno visitati quando realizzai Guardami. Insieme danza, documentario, fiction e forse video arte, il film non si lascia ingabbiare da nessun genere”. Un film che non si rivolge solo agli appassionati di danza moderna -che potranno interrogarsi sul corpo abusato del ballerino che, al giorno d’oggi, è sempre di più alla ricerca della tecnica, della potenza fisica e di un’ideale di perfezione che rende più difficile “trasmettere emozioni”- ma parla anche a coloro che si interrogano a tutto tondo sul ruolo della fisicità e del gesto nel mondo contemporaneo.
SEXXX è un viaggio che comincia ad un bivio dove i corpi dei danzatori si ritrovano esausti, ma allo stesso tempo spinti ad apparire sempre più potenti, abbattendo le barriere del suono, del ritmo, della resistenza fisica. Unʼopera ribollente nel suo movimento al vetriolo che conduce lo spettatore in un viaggio di umori e pulsioni sensuali contrastanti. Un vortice di passi ben ancorati al linguaggio accademico, esemplificato anche dallʼutilizzo di scarpette da punta, sia per le danzatrici che per i danzatori.